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Treni e tram: pecunia non olet, Bologna non è la Scozia


Notizia n.1.

I macchinisti scozzesi hanno annunciato che si rifiuteranno di lavorare sui nuovi treni della ScotRail qualora l’appalto venisse assegnato a un’azienda che opera nei territori palestinesi occupati. La ScotRail ha selezionato cinque candidati per la fornitura di almeno 69 nuovi treni elettrici e ibridi (elettrici/a batteria); tra questi figura l’azienda spagnola CAF.

CAF è stata inclusa dall’Ufficio dell’Alto Commissario ONU per i diritti umani nel suo database aggiornato delle imprese coinvolte negli insediamenti israeliani illegali in Cisgiordania, in quanto gestisce la tranvia leggera di Gerusalemme e contribuisce all’espansione su territori illegalmente occupati da Israele.

I sindacati hanno scritto al Ministro Stephen Flynn, chiarendo che i macchinisti si rifiuteranno di operare sui treni qualora CAF dovesse aggiudicarsi l’appalto. Il sindacato RMT ha dichiarato al governo scozzese che quest’ultimo ha la “chiara responsabilità” di intervenire ed escludere CAF dalla procedura di gara, sottolineando la contraddizione tra il sostegno del Parlamento scozzese alla campagna BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni) contro Israele e la selezione dell’azienda.

Kevin Lindsay, responsabile scozzese del sindacato Aslef, ha affermato che «i macchinisti non guideranno treni gestiti da un’azienda complice di crimini di guerra».

Dave Moxham, vice segretario generale della STUC, ha aggiunto che il coinvolgimento di CAF nella tranvia leggera di Gerusalemme «costituisce un crimine di guerra ai sensi del diritto internazionale» e ha esortato il governo scozzese a rimuovere CAF dalla lista dei candidati, in coerenza con la posizione del Parlamento a favore del BDS.

Il governo scozzese ha formalmente adottato una posizione favorevole al BDS nei confronti di Israele, ma è stato criticato per non averla attuata pienamente.

https://morningstaronline.co.uk/article/stop-war-scotland-back-rail-unions-stand-palestine

Notizia n. 2. Dalla pagina web di BDS Italia, 22 aprile 2024

«Nella seduta del 22 aprile il Consiglio Comunale di Bologna ha approvato all’unanimità dei presenti un ordine del giorno che “invita il sindaco e la giunta ad adottare una politica di appalti etici (PAE) che tenga conto del coinvolgimento degli offerenti e dei membri della sua entità economica in gravi violazioni dei diritti umani e/o del diritto internazionale (ad esempio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità) e che consenta quindi al Comune di Bologna di escludere tali soggetti” e “a portare questa posizione in sede di discussione del rinnovo del Protocollo Appalti.”

Questo ordine del giorno […] è un primo passo importante verso l’esclusione di aziende complici del regime israeliano di colonialismo, occupazione militare e apartheid, responsabile del genocidio in corso a Gaza e di violazioni che durano da oltre 75 anni, nell’impunità più assoluta. […]

Ora si tratta di intraprendere tutte le iniziative necessarie affinché procedure etiche di appalto vengano effettivamente introdotte in tempi brevi nel Protocollo degli Appalti del Comune di Bologna e vigilare perché nessuna azienda complice dei crimini di Israele sia ammessa a partecipare ad appalti.

Questo ordine del giorno, promosso dai consiglieri comunali di Coalizione Civica con il sostegno di altri consiglieri di maggioranza, risponde a una sollecitazione di Omar Barghouti, co-fondatore del movimento internazionale nonviolento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni, fatta nel corso degli incontri a Bologna il 20 febbraio e alle precise richieste in questo senso avanzate dal Coordinamento Campagna BDS Bologna e rilanciate da “Bologna per la Palestina”, un coordinamento cittadino di cui fanno parte oltre 40 associazioni.»

https://bdsitalia.org/index.php/la-campagna-bds/ultime-notizie-bds/2840-odg-consiglio-comunale-bologna

Notizia n.3 (dalla pagina web di Tram Bologna)

«È arrivato a Bologna, nella mattina dell’8 settembre 2026, il primo tram prodotto da CAF nello stabilimento di Irun (Gipuzkoa) nei Paesi Baschi. […] Nelle prossime settimane e nei mesi successivi continueranno le consegne degli altri veicoli secondo le cadenze definite con il fornitore. La flotta complessiva al momento già ordinata è di 35 tram e si prevede di arrivare a circa 60 veicoli.

“Ognuno avrà un nome  – ha annunciato Lepore – che sarà scelto dai bambini e dalle bambine delle scuole della città”. […]

Il Comune aveva aggiudicato la gara per l’accordo quadro per la fornitura di 60 tram destinati alla nuova rete tranviaria di Bologna nell’ottobre 2024. La fornitura è stata aggiudicata all’azienda spagnola CAF (Construcciones y Auxiliar de FerrocarrilesS.A.), leader a livello mondiale per la costruzione di materiale rotabile ferrotranviario.»

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Ma il Comune di Bologna non aveva interrotto le relazioni istituzionali con il governo di Tel Aviv a partire da maggio 2025? «Il sindaco Matteo Lepore ha annunciato il blocco di ogni forma di relazione istituzionale con i rappresentanti del governo israeliano e i soggetti ad esso riconducibili, citando le violenze nella Striscia di Gaza e i procedimenti della Corte Penale Internazionale contro Benjamin Netanyahu.»

https://www.comune.bologna.it/novita/comunicati-stampa/il-comune-di-bologna-interrompe-le-relazioni-istituzionali-con-il-governo-di-israele

E non aveva il Consiglio comunale deciso di adottare una Politica degli Appalti Etici (pur ancora non aderendo formalmente al BDS) già nell’aprile 2024?

Il fatto è che pecunia non olet, evidentemente. E se si tratta di trasporti – e di TPER in particolare – tanto più. La stessa TPER aveva già ordinato in passato 127 autobus a idrogeno, prodotti da Solaris, un’azienda del Gruppo CAF. In Scozia i macchinisti scioperano e vanno dal governo. A Bologna, tutti muti a farsi i selfie sul nuovo tram. Ma noi siamo «la città più progressista d’Europa».


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