Vive la liberté!

Ho visto anche degli zingari felici


Noi che non volevamo pagare la colpa di non avere colpe, noi che avremmo preferito morire. Noi, che piuttosto che abbassare la faccia, avremmo accettato tutto, per non alterare quel meraviglioso equilibrio di un’odiosità senza fine.

Perché erano odiosi, quanto lo erano! Come quel 9 agosto in piazza Maggiore, c’era persino il presidente della Repubblica, quello che Camilla Cederna avrebbe fatto dimettere. Noi, coi pugni in tasca, senza sassi per le carogne, pugni di rabbia. «Un treno è saltato». No, è stata una strage, come a Milano, come a Brescia. Da quel quarto piano in questura, da quella finestra, nulla è cambiato. Ancora si muore di guerra, si muore di bombe. Cinque anni, era la nostra storia. Trent’anni dopo.

Quelle dieci bare in fila, quei dieci morti.

«Capivamo di essere tanti
Capivamo di essere forti
Il problema era solamente
Come farlo capire ai morti.»

E poi quel primo maggio. Lo avrei ricordato per sempre.

«Primo Maggio di festa oggi nel Viet-Nam
E forse in tutto il mondo

E che titolo rosso oggi sul Viet-Nam
E che sangue negli occhi della mia gente.»

Quel titolo rosso, c’era la parola “commozione”, anche per Claudio e per tutti noi quello era.  

Non sapevamo che sarebbe stato l’apice. Non sapevamo che da lì sarebbe solo stato peggio.

Ci sembravano cattivi, allora.
Oggi sono più cattivi.

Credevamo che saremmo stati sempre di più.
Ci siamo persi.

Noi credevamo.

Trent’anni prima i nostri padri erano sui monti, contro quegli stessi che oggi son tornati.

Noi, che non volevamo pagare la colpa di non avere colpe, oggi una colpa l’abbiamo. Perché se oggi siamo qui, di nuovo in mano a quelli, è anche nostra la colpa. Oggi paghiamo la colpa di tutto quello che non abbiamo saputo e potuto fare. Non abbiamo saputo vincere, non abbiamo potuto.

Grazie a @Danilo Tomasetta e ai magnifici musicisti che con Claudio Lolli diedero vita a quella perla che resta Ho visto anche degli zingari felici. Ieri sera, ne hanno ricordato il 50° anniversario, ed è stato un magone.

E oggi ti guardo e ti dico, come Claudio:

«Ti viene mai, compagna, la voglia di gridare?

Ti viene mai, compagna, la voglia di rinascere?
Con una gamba sola, magari anche, anche senza sigarette.»

Rinascere, riprovarci. Sembrava sarebbe durato per sempre. Finché non è stato più.


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