Vive la liberté!

Fakir is dead


Non posso credere che questa foto sia stata scattata in Italia, a Bologna. Non ci riesco a credere. È un’angoscia.

Abderrahim Fakir, aveva 43 anni e viveva in Italia da quando ne aveva 7. Era cittadino italiano. Viveva a Bologna, in via Svevo al Pilastro, abitava con il fratello. Era cardiopatico, asmatico. Forse aveva anche altri problemi.

Un video ripreso da una finestra – che non si riesce a guardare fino alla fine, quanto è atroce – mostra Fakir a terra, con la faccia contro l’asfalto, bloccato da due agenti mentre una terza persona – che è a torso nudo – gli tiene le caviglie. Urla per il dolore e chiede aiuto: «Aiuto, basta, basta». A pochi metri ci sono due soccorritori del 118, che nel video non intervengono. Dopo alcuni minuti, smette di gridare e di muoversi, mentre gli agenti gli legano anche i piedi. Quando i sanitari ruotano il suo corpo, Abderrahim Fakir è già morto.

Dicono che alcuni residenti avevano chiamato il 113 perché l’uomo era in stato di agitazione nei garage, che avrebbe colpito la volante e che gli agenti avrebbero usato lo spray urticante prima di bloccarlo. I familiari riferiscono che aveva problemi di salute. Un vicino racconta: «Non ha fatto niente, chiedeva solo aiuto».

La Procura ha disposto l’autopsia, che dirà di cosa è morto. Ma perché un uomo viene fermato a tenuto con la faccia sull’asfalto? Forse era pericoloso? Eppure, grida aiuto, e viene tenuto così, con due uomini sopra di lui, fino a quando smette di muoversi. Perché non sono intervenuti i sanitari? Solo dopo, hanno coperto il cadavere con un lenzuolo bianco.

Come George Floyd, che gridava «I can’t breathe!». Agenti istruiti a fare questo a un uomo “pericoloso”.

I fascisti hanno la briglia sciolta. E stiamo precipitando nell’abisso. Lo arroventano perché il clima si faccia torrido, perché degeneri.

Al Pilastro, dove già cova la tensione per tanti motivi, stasera c’è stato un presidio spontaneo. Il sindaco ne ha convocato uno domani in piazza Nettuno, perché la città si stringa nell’unità. Non ci andrò. In tanti useranno questo episodio per dire ciò che gli fa comodo.

Se un uomo malato, agitato, è ritenuto pericoloso al punto di ucciderlo così, vuole dire che qualcosa si è guastato. Invece di essere fermato viene ucciso. Queste non sono “forze dell’ordine”, sono agenti della morte. Il disagio è una bomba che non si può lasciare esplodere e va disinnescata.


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