Vive la liberté!

Perché non avete gridato NO?


Perché, io chiedo a Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, dopo la dichiarazione di Charles Michel non avete gridato NO? Perché???

Non ho letto una sola dichiarazione che questionasse le affermazioni del Presidente del Consiglio Europeo, che rifiutasse la sua logica. Come si possono accettare tali dichiarazioni? Come si può non anteporre la logica del negoziato, della non belligeranza, della coesistenza, a tale logica guerrafondaia? Ma davvero si può pensare che «Fermare la Russia in Ucraina» lo si può fare con le armi e gli eserciti? Davvero si può credere che, se non facciamo questo, «noi saremo i prossimi»? È forse credibile pensare che «noi saremo i prossimi»? Questo non è un film distopico… Quale storia ci volete raccontare?

Forse che Kennedy e Kruschev non avessero, alla fine, accettato che non poteva essere la logica del confronto militare a prevalere? E i lunghi sforzi compiuti per la “distensione”, e i trattati, e le strette di mano tra Reagan il falco e Michail Gorbachev non avessero alla fine fatto prevalere la logica del negoziato? E finanche Sadat e Begin e Rabin e Arafat non avevano, alla fine, accettato l’idea che solo venendosi incontro si potesse intravedere una speranza di pace?

Solo anteponendo un orizzonte di non belligeranza e di convivenza si può progredire. La logica dello scontro non porta da nessuna parte. E raccontarsi storie come «noi saremo i prossimi» fa solo il gioco dei mercanti di armi e dei nemici della democrazia. Perché, se c’è una cosa che una vera democrazia può dimostrare, è che la sua superiorità è proprio la capacità di evitare che il confronto – e lo scontro – diventino esiziali.

Dopo l’89 si era aperta la prospettiva di una grande Europa allargata, «dall’Atlantico agli Urali», di una Russia compartecipe della “grande famiglia europea”, di un continente foriero di pace e sviluppo, inclusivo. Parole vane. Abbiamo tenuto in vita una Nato che era nata in chiave difensiva per continuare ad espanderla. Fino ad annichilire la Russia. Che non la si è mai voluta veramente amica. Ha prevalso la logica imperiale statunitense, che abbisogna di un’Europa nana, un’appendice. Fino a far risorgere la cortina di ferro che si pensava caduta per sempre.

Di fronte a ciò, di fronte ai nazionalismi sovranisti riemergenti, le forze del centro-sinistra si sono fatte catturare dalla logica antagonistica, del muro contro muro militare. Sono state fomentate in Ucraina le forze nazionaliste, così accendendo le spinte separatiste. Così come nei Balcani, si è stati incapaci di far prevalere la coesistenza sulle spinte centrifughe. E si sono dati alibi all’autocrazia neo-imperiale di Putin che ha trovato nuova linfa nel rinnovato nazionalismo russo, per consolidare il suo potere. Certo, non era mai stato un “europeista” convinto, ma così facendo gli si è solo data corda.

Un Europa succube di una rinvigorita Nato a guida USA è così naufragata. L’Europa che 67 anni fa era nata da un sogno di pace come scudo di progresso oggi si ritrova rigettata nelle spire della sua storia più cupa.

Il non gridare NO di fronte alle parole di Michel è una macchia scura. Che ci dice perché PD, 5 Stelle, Sinistra Italiana e Verdi non sono attendibili. Se vuoi la pace non prepari la guerra, ma semini il terreno perché nascano le ragioni della convivenza.

,