Vive la liberté!

No alla deriva militarista


Dobbiamo fermare deriva militarista e bellicista dell’Unione Europea. Le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Europeo Charles Michel sono un manifesto della deriva guerrafondaia delle classi dirigenti europee. A Michel, ha fatto da spalla il commissario europeo Paolo Gentiloni, affermando che una larga maggioranza sosterrà il Patto di Stabilità e Crescita: «Penso che la ratifica della riforma del Patto di stabilità, avrà un’amplissima maggioranza nel Parlamento europeo. Compreso il gruppo socialista e sono contento di discuterne con la delegazione del Pd».

Queste dichiarazioni sono irresponsabili.

Siamo di fronte in Europa a un partito unico della guerra che va dall’estrema destra ai verdi tedeschi. Gentiloni è un autorevole esponente del PD e del Partito Socialista Europeo. Le sue non sono esternazioni di un singolo ma la linea autentica del PD e degli ex socialisti europei che non a caso annoverano tra i loro esponenti il segretario generale della NATO Stoltenberg. I paesi europei aderenti alla NATO hanno già una spesa militare 5 volte superiore a quella della Russia, eppure questi irresponsabili vogliono indirizzare le risorse dell’Unione verso l’industria bellica e la prosecuzione all’infinito della guerra contro la Russia e domani contro la Cina.

Per quanto la Russia possa essere guerrafondaia e coltivare sogni “imperiali” sui suoi antichi territori, i guasti prodotti dall’allargamento della NATO fino ai suoi confini sono sotto gli occhi di tutti. Non era questo quanto era stato auspicato dalla distensione, dalla fine della Guerra fredda, dalle parole di Gorbačëv e dalle promesse che gli furono fatte dai leader occidentali. Il contenimento militare della Russia era già nell’ordine delle cose.

Piuttosto, noi dovremmo chiedere che le decisioni dei vertici militari della NATO siano prese in modo trasparente e democratico, cosa che non è accaduta negli ultimi vent’anni. Ai cittadini europei non è mai stato chiesto se andasse loro bene l’allargamento della NATO, non è stato chiesto se a loro andasse bene che la NATO mandasse uomini e consiglieri militari in Ucraina già dal 2014. E così come oggi stendiamo un velo sull’autocrazia di Erdogan – che continua a infierire sul popolo curdo – e finanche su quella di Al-Sisi in Egitto e non interveniamo sull’azione di Netanyahu, inveiamo contro l’autoritarismo di Putin.

L’Unione Europea dovrebbe assurgere ad un ruolo di mediazione, non di contrasto, un ruolo di non belligeranza e di pace – che implica il compromesso – per impedire lo sterminio e il massacro nelle situazioni di conflitto.

Alle prossime elezioni europee bisogna lanciare un segnale forte contro la deriva militarista e bellicista dell’Unione Europea. Perché ai comportamenti guerrafondai non si può rispondere nello stesso modo. Diamo sostegno alla lista PACE TERRA DIGNITÀ, il cui programma prevede una politica di pace e non belligeranza e il no al Patto di Stabilità neoliberista! E firmiamo perché possa concorrere alle Elezioni Europee 2024!